Veniamo ora a precisare meglio alcune iniziative di cui si è parlato in precedenza in modo generico.
21. Iniziative formative
È urgente che le Commissioni diocesane, con la collaborazione dei docenti dei rispettivi seminari, delle Facoltà civili ed ecclesiastiche e di esperti operanti nelle Istituzioni pubbliche e private, programmino iniziative formative, ponendo molta attenzione nell'identificare i destinatari, i programmi, le modalità didattiche.
a) Quanto ai destinatari è il caso di ricordare che essi sono molto diversificati e vanno interpellati distintamente.
A questo proposito si possono distinguere tre gruppi di destinatari:
* gli operatori:
- artisti professionisti,
- amatori, appassionati, cultori d'arte,
- architetti e ingegneri civili, tecnici,
- creatori di moda,
- designer,
- artigiani ed esperti vari;
* gli insegnanti e gli studenti:
- insegnanti di religione nelle scuole medie,
- docenti degli Studi teologici, delle Facoltà teologiche, degli Istituti di scienze religiose,
- docenti delle scuole di ogni ordine e grado,
- studenti dei Conservatori, delle Accademie di belle arti e delle Facoltà di architettura e di lettere;
* i responsabili istituzionali:
- sacerdoti e responsabili dell'attività pastorale,
- operatori pastorali (come i gruppi di animazione liturgica parrocchiale).
b) Le iniziative formative possono assumere le più svariate forme: seminario, ciclo di lezioni limitato nel tempo, settimana intensiva di studio, corso di formazione di durata annuale.
c) I programmi siano definiti nelle linee generali dalla Commissione diocesana, non affidati totalmente agli esperti esterni e comprendano le questioni tecniche, collocandole nel contesto ecclesiale, presentato dal punto di vista istituzionale, teologico, liturgico e storico. Si dovrebbe far sì che tra i docenti provenienti dalle diverse Istituzioni si crei un clima di scambio e una conoscenza profonda.
Nei programmi delle diverse iniziative formative non potranno mancare gli insegnamenti specifici del concilio ecumenico Vaticano II e i recenti documenti della Conferenza Episcopale Italiana. In generale, inoltre, sarà opportuno partire dagli interessi più sentiti; ad esempio, pare necessario dare spazio all'informazione riguardante il significato e i contenuti del prossimo Grande Giubileo; i programmi dovranno poi allargare l'orizzonte alla conoscenza della liturgia, della Sacra Scrittura e delle diverse discipline teologiche.
d) Meritano una particolare attenzione le iniziative formative che hanno come destinatari i futuri responsabili delle comunità cristiane. A questo scopo si consiglia di coinvolgere nelle iniziative formative promosse in ciascuna diocesi i docenti dei seminari. Non si esiti, poi, a prendere contatto con i responsabili dei seminari per studiare con loro opportune iniziative, come incontri con artisti, visite guidate, cicli di conferenze, viaggi di studio.
22. Iniziative per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale
Alcune iniziative volte alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio artistico esistente possono essere assai utili per la pastorale dell'arte e degli artisti.
- Giornate particolari. La celebrazione annuale del Beato Angelico, il 18 febbraio, recentemente istituita, merita di essere opportunamente valorizzata. Essa può diventare una valida occasione di incontro e di scambio con gli artisti. Può diventare la giornata in cui la Commissione diocesana presenta, illustra e discute pubblicamente il suo bilancio annuale: iniziative realizzate e programmate.
- Tra le iniziative particolari vanno inserite la presentazione di interventi di restauro, l'avvio e il completamento di lavori di rilevanza diocesana, come ad esempio interventi alla cattedrale, al museo, all'archivio, alla biblioteca diocesana, la presentazione di concorsi, la inaugurazione di opere d'arte di particolare interesse.
- In alcune diocesi la Commissione usa organizzare viaggi di studio per conoscere opere e autori in Italia e in altri paesi: si tratta di un'iniziativa molto valida.
a) Mostre. Le mostre di arte contemporanea e di arte antica sono iniziative molto importanti; esse sono da considerare grandi eventi anche per la vita culturale della diocesi e non solo della comunità civile. Le Commissioni diocesane dovrebbero inserire nei loro programmi la visita delle mostre italiane più importanti, in modo da farne oggetto di attenta valutazione e da promuovere incontri e dibattiti all'interno delle comunità cristiane.
È buona cosa che, alle condizioni note, le diocesi collaborino alla preparazione di mostre promosse da Enti pubblici e da privati che siano veramente qualificati.
Inoltre, le diocesi stesse potranno organizzare mostre, in occasione di ricorrenze particolari (come la celebrazione del Sinodo diocesano, il centenario della diocesi, della cattedrale, di qualche artista).
Il Grande Giubileo costituisce una valida occasione, con i suoi temi teologicamente forti - Gesù Cristo, lo Spirito santo, il Padre -, per realizzare mostre utilizzando il patrimonio artistico esistente nelle chiese della diocesi.
b) Turismo e pellegrinaggio. Il numero dei turisti che visitano le chiese italiane sta aumentando ed è destinato a crescere ulteriormente in occasione del Grande Giubileo e anche negli anni successivi. Si offre così alle diocesi italiane una notevole occasione di incontrare molte persone provenienti da altri paesi, di accoglierle e di far loro conoscere, mediante il patrimonio artistico, le vicende storiche delle comunità cristiane. L'occasione è davvero storica e non va perduta. Occorre però preparare personale per l'accoglienza, itinerari, sussidi stampati, chiese aperte e ospitali. Vi è molto lavoro da fare per le Commissioni diocesane. Anche in questo contesto possono nascere molte collaborazioni.
c) Ricerca e insegnamento universitario. I contatti con il mondo accademico e universitario tornano a essere oggi possibili e ricchi di prospettive per la pastorale dell'arte e degli artisti. Negli anni recenti due iniziative sono state felicemente realizzate in varie Università italiane: la promozione di corsi universitari sulla progettazione di chiese e la realizzazione di opere d'arte a tema religioso; la partecipazione di esperti teologi a seminari promossi da docenti delle Università statali e da Accademie di belle arti. Considerato il clima di grande disponibilità nelle Università italiane, oltre a quelle ricordate, altre iniziative potrebbero essere realizzate: l'affidamento a docenti universitari di ricerche riguardanti la storia e il significato dell'arte sacra; seminari specialistici per docenti di discipline teologiche e discipline storiche e progettuali; la creazione di borse di studio per tesi di laurea e tesi di dottorato.
23. Qualificazione delle iniziative artistiche
La promozione della pastorale dell'arte e degli artisti può avvenire ogni qual volta una comunità cristana intraprenda qualche iniziativa artistica riguardante, ad esempio, la conservazione, la creazione (nuove chiese e nuovi complessi parrocchiali) e l'adattamento del patrimonio architettonico e artistico.
A questo proposito i documenti pubblicati recentemente dalla Conferenza Episcopale Italiana in merito ai beni culturali, alla progettazione di chiese nuove e all'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica (20) sono ricchi di indicazioni e attendono di essere divulgati e fatti conoscere. Tali documenti costituiscono il riferimento naturale anche per i concorsi promossi dalle diocesi.
In particolare, per qualificare le iniziative artistiche promosse dalle comunità cristiane, è essenziale che siano rispettate due condizioni: la individuazione degli operatori a cui affidare incarichi artistici sia fatta da parte di persone veramente competenti nelle diverse discipline artistiche, non da parte degli economi parrocchiali o diocesani (ai quali, comunque, spetta il delicato controllo degli aspetti economici delle iniziative); le persone incaricate - architetti e artisti - siano sempre scelti in base alla effettiva, riconosciuta competenza.
24. Concorsi
I concorsi sono strumenti molto conosciuti e praticati per la ricerca di progettisti e di artisti particolarmente qualificati e per una migliore comprensione degli stessi temi di progettazione. La Chiesa cattolica ne ha fatto larghissimo uso nei secoli scorsi e li sta riscoprendo in questi anni.
La Conferenza Episcopale Italiana, nei documenti dedicati alla progettazione di chiese nuove e all'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica raccomanda l'uso dei concorsi e, in particolare, dei concorsi a invito.
Recentemente, inoltre, la Conferenza Episcopale Italiana, allo scopo di migliorare la qualità delle nuove costruzioni, ha deciso di sostenere finanziariamente le diocesi che indicono concorsi a invito e di finanziare ogni anno tre grandi concorsi di questo tipo (21).
Perché i concorsi diano i risultati attesi è indispensabile che essi siano impostati in maniera corretta, sotto il diretto controllo della Commissione diocesana; al contrario, non è prudente affidarli totalmente alle parrocchie interessate.
25. L'informazione e la documentazione
Per svolgere il suo servizio sarà opportuno che ogni Commissione diocesana per l'arte sacra e i beni culturali svolga due funzioni fondamentali, informare e documentare. Tali funzioni sono di grande importanza anche nella pastorale dell'arte e degli artisti.
Informare. Si tratta di organizzarsi per essere disponibili a fornire informazioni a chi si rivolge alla Commissione o più genericamente alla Curia diocesana. Molte persone, infatti, chiedono informazioni di carattere generico, ma vi sono studenti, studiosi, artisti, professionisti che chiedono vere e proprie consulenze. I parroci poi chiedono informazioni, consulenze e consigli. Anche i giornalisti hanno bisogno di un punto di riferimento competente in ogni Curia.
Inoltre, molto c'è da fare per mettere in circolazione le informazioni, utilizzando i canali informali, che consentono di mantenere contatti continui con le altre diocesi della medesima regione, con l'Ufficio nazionale e con la Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa.
Infine, è necessario alimentare i mezzi di comunicazione, stampa, radio, televisione, tempestivamente, e con ragionevole frequenza.
Documentare. Va da sé che non si può dare quello che non si ha. Per informare, cioè, occorre essere ben documentati. Anche questo è un compito specifico delle Commissioni diocesane. Innanzitutto occorre tenere l'archivio dei progetti e degli avvenimenti diocesani, l'inventario dei beni artistici e storici, il censimento delle chiese, l'elenco degli archivi, delle biblioteche e dei musei. In secondo luogo occorre avere a disposizione la raccolta dei principali documenti della Chiesa che riguardano l'arte sacra e i beni culturali, le principali riviste di arte, architettura e arte sacra. Infine è molto utile disporre di uno schedario aggiornato con i nominativi di professionisti, architetti, artisti, artigiani, imprese, restauratori di provata capacità da mettere a disposizione di volta in volta dei parroci che ne fanno richiesta. Una piccola biblioteca specializzata completa il centro diocesano di documentazione, di cui la Commissione diocesana si serve: testi conciliari, testi della CEI, cataloghi di mostre, pubblicazioni specializzate, riviste di settore (22).